martedì 24 dicembre 2019

DD 391 – Il sangue della terra (-9 alla meteora!)


Recensione di Mattia Sangiuliano


Una pausa dalla corsa della meteora: tra streghe e maledizioni Dylan Dog ci ricorda – ancora una volta – come i veri mostri siano gli esseri umani.



Nell’albo di questo mese Dylan Dog sembra catapultato indietro nel tempo, all’epoca dei primi numeri della testata di casa Bonelli, in cui non c’erano meteore a minacciare l’universo ma streghe, incantesimi e maledizioni di varia natura. Da un’impostazione inizialmente abbastanza tradizionale e, forse, a tratti banale Paola Barbato riesce a stravolgere una storia solo in apparenza canonica regalando ai lettori una brillante variazione sul tema.


La prolifica penna della Barbato rompe gli schemi ma lo fa – ancora una volta – all’insegna della tradizione. È sempre l’amore dunque ad essere forza ambivalente e tutt’altro che banale, gareggiante con la morte in un eterno agone, determina la nascita e – forse – la fine di una maledizione. Un rapporto contorto e malato che, partendo da una premessa lineare rivela tra le pieghe della narrazione una storia irta di menzogne e di bugie; mentre la verità cambia, a poco a poco di pagina in pagina verso l’epilogo conclusivo, il nostro Dylan deve ancora una volta fare i conti con la crudele natura umana.

Le tavole di Werther dell’Edera, prodigio della casa editrice milanese, si rivelano ancora una volta all’altezza delle aspettative; col suo tratto spezzato fatto di line sottili, frante e tremolanti, il disegnatore si districa a meraviglia nella gabbia bonelliana, mettendo in scena efficaci soluzioni espressionistiche fa esplodere momenti di pathos nello strazio di un’esistenza piegata ma non distrutta, rivelando tutto il dramma che un fumetto come Dylan Dog riesce ancora a regalare.

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