venerdì 27 dicembre 2019

DD 392 – Il primordio (-8 alla meteora!)


Recensione di Mattia Sangiuliano


Orrori esoterici ultraterreni degni di Lovecraft e sequenze filmiche alla Nolan: torna in tutto il suo splendore la Meteora che distruggerà il mondo. Obbligatorio tenersi saldamente per non accusare mal di mare.


Paola Barbato tiene stabilmente le redini di questo ciclo della meteora, il soggetto di questo mese porta ancora una volta la sua inconfondibile firma; si sente però anche la collaborazione di Roberto Recchioni, curatore di Dylan Dog, ideatore della rivoluzione che minaccia di stravolgere l’universo dell’inquilino di Craven Road n° 7 in questo ultimo ciclo di sua ideazione. Proprio in questa storia troviamo un assaggio che porta il vento della Rivoluzione. O se preferite: dell’Apocalisse.


Soggetto a quattro mani dunque per una storia che riporta prepotentemente la trama principale sulla scena, dipingendo un’aria da “fine del mondo” scomodando entità ultraterrene ed orrori innominabili di lovecraftiana memoria. Il nostro Indagatore dell’Incubo non sarà però da solo ma coadiuvato da una squadra di improvvisati eroi muniti di talismani in grado di piegare la realtà, portando una ventata di novità tra le pagine di questo albo per una storia ricca di azione.


Le scure tavole di Paolo Martinello ritraggono egregiamente l’orrore che il solitario di Providence ha voluto evocare nelle sue storie. Il nero campeggia senza appesantire la lettura. Le distorsioni che sembrano evocare il cinema sci-fi alla Nolan disorientano il lettore solo in un primo momento: perfettamente bilanciate offrono un felice connubio con l’universo orrorifico qui presentato e un’inedita resa mai sperimentata su questa testata. Martinello riesce a tenere testa alla gabbia bonelliana che qui si fa sentire come non mai.

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