sabato 30 novembre 2019

DD 388 – “Esercizio numero 6” ( -12 alla meteora!)


Recensione di Mattia Sangiuliano


Il viaggio della meteora è ancora all’inizio ma il suo influsso nefasto comincia a diffondersi su tutto il pianeta, con conseguenze inattese che minacciano il normale equilibrio – nonché la vita – di ogni essere vivente.


Teatro dell’incubo di questo mese è una scuola. Non una scuola come tante altre bensì un istituto per ESP, individui dotati di poteri extrasensoriali quali la telecinesi e la telepatia, che vuole aiutare i suoi giovani ospiti, tutti bambini, mediante esercizi di empatia, a comprendere e a padroneggiare le loro abilità fuori del comune. Peccato che l’influenza della meteora abbia amplificato a tal punto i loro poteri da renderli, in certe situazioni di stress, incontrollabili.


E proprio a causa di un incidente – caos e casualità che ancora una volta vanno a braccetto – entra in scena il nostro indagatore dell’incubo. La sceneggiatura di questa storia vede una brillante Paola Barbato che riesce a destreggiarsi molto bene con una storia matura che ha come protagonisti quelli che solitamente vengono ritenuti gli individui più fragili della nostra società. Ma cosa accadrebbe se i cosiddetti “fragili” fossero dotati di capacità incredibili ma portatori di cicatrici che hanno scavato profondi solchi nelle loro menti?

Il tratto distinguibilissimo di Giovanni Freghieri domina l’albo, con le sue chine nette e marcate, fatte di campiture decise di colore: accanto a tonalità grigie capaci di dare tutto un altro spessore agli interni vediamo gli esterni resi ariosi dal netto e marcato contrasto del nero sul bianco. La resa grafica di qualche scena più splatter è caratterizzata da una netta perdita di dettagli, forse con l’intenzione di glissarne l’aspetto cruento, riuscendo al contempo a non diminuirne il patos, senza far perdere il senso del dramma complessivo.

Degna di menzione la splendida copertina di Gigi Cavenago che ritraendo i giovani ragazzi in primo piano con gli occhi illuminati sembra citare, neppure troppo velatamente, i protagonisti del film Il villaggio dei dannati (1960, di cui è stato fatto un remake da Carpenter nel 1995), tratto dal romanzo I figli dell’invasione di John Wynham. Se nel libro e nelle pellicole originali la minaccia era extraterrestre – meteora a parte, nda – nell’albo di questo mese assistiamo ad un incubo personale a cui è difficile porre degli argini.

La Barbato mette in scena un drammatico rapporto maturità-responsabilità che è allo stesso tempo specchio della tematica dono-maledizione e del rapporto vita-sacrificio, senza scadere nelle abituali retoriche superomistiche. Un secondo albo del ciclo della meteora certamente interessante che però aggiunge poco o niente all’arco narrativo di cui è tassello; questa è una storia molto più in linea con la tradizione del Dylan indagatore in un mondo di emarginati vittime della società e di forze più grandi di loro.


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